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sabato 14 gennaio 2017

S. WEIL, Ciò che Dio ci ha dato da amare o l'essere amato è la nostra patria


L'anima non cerca che il contatto con la bellezza del mondo, o, a un livello ancora più elevato, con Dio; ma allo stesso tempo l'anima lo fugge. Quando l'anima fugge da qualcosa, evita sempre o l'orrore del brutto, o il contatto con ciò che è veramente puro. Poiché tutto ciò che è mediocre sfugge alla luce; e in tutte le anime, eccetto quelle che sono prossime alla perfezione, c'è una grande parte mediocre. Questa parte è presa dal panico ogni volta che appare un po' di puro bello, di puro bene; si nasconde dietro la carne, la prende come velo. Così come un popolo bellicoso ha realmente bisogno, per giungere alle sue conquiste, di ricoprire il suo aggressore di un pretesto qualunque, la qualità del pretesto è d'altronde indifferente, allo stesso modo la parte mediocre dell'anima ha bisogno di un leggero pretesto per fuggire dalla luce. 
Anche qui, non è il piacere, è l'assoluto che fa da padrone all'anima, ma come oggetto di repulsione e non come oggetto d'attrazione. Molto spesso così nella ricerca del piacere carnale i due movimenti si combinano, il movimento di correre verso la bellezza pura e quello di fuggire lontano da essa, in un intreccio indiscernibile. Ad ogni modo nelle attività umane, qualunque esse siano, la preoccupazione della bellezza del mondo, percepita in immagini più o meno difformi o infangate, non è mai assente. Di conseguenza non v'è regione che appartenga alla sfera della natura nella vita umana. Il sovrannaturale è presente dappertutto in segreto, sotto mille forme diverse, la grazia e il peccato mortale sono dappertutto.



[...] E' perché può essere amato da noi, è perché è bello che l'universo è una patria. [...] Noi abbiamo una patria celeste. Ma da un lato è troppo difficile da amare, perché non la conosciamo; in un altro senso è troppo facile da amare, perché possiamo immaginarla come ci piace. Rischiamo di amare una finzione sotto questo nome. Se l'amore di questa finzione è abbastanza forte, rende facile ogni virtù, ma anche di poco valore. Amiamo la patria quaggiù. E' reale, resiste all'amore. E' questa che Dio ci ha dato da amare. Ha voluto che fosse difficile e ciononostante possibile amarla.
Quaggiù ci sentiamo stranieri, sradicati, in esilio. Come Ulisse che, trasportato dai marinai durante il sonno, si svegliava in un paese straniero e desiderava Itaca d'un desiderio che gli straziava l'anima. Subito Atena gli apre gli occhi, e si rende conto che era a Itaca. Allo stesso modo, ogni uomo che desidera instancabilmente la sua patria, che non è distratto dal suo desiderio né da Calipso né dalle Sirene, un giorno si rende conto improvvisamente che è nella sua patria.



S. Weil, trad.it. di RDF.


J.S.BACH, "Der Geist hilft unsrer Schwachheit auf"


https://www.youtube.com/watch?v=LgmyVC-Zib4

Lo spirito viene in aiuto alla nostra debolezza,
perché noi non sappiamo cosa dobbiamo chiedere
nelle nostre preghiere; ma lo Spirito stesso
intercede al meglio per noi con ineffabile
sospiro.
Ma colui che sa scrutare nei cuori, sa
qual è il pensiero dello Spirito,
poiché intercede per i Santi, secondo
il volere di Dio.

O santo fervore, dolce conforto,
aiutaci ora a restare con gioia e fiducia
sempre, costantemente al tuo servizio,
per non deflettere per la tristezza.
O Signore, con la forza tua preparaci
e rinvigorisci la debolezza della nostra carne,
affinché si possa su questa terra validamente lottare,
per raggiungere te attraverso la morte e la vita.
Alleluia, alleluia.

J.S. Bach



venerdì 13 gennaio 2017

RDF, Sotto il respiro





RDF, Il mio Mieluson



Per colpa mia, l'uccello che era sui rami è caduto ed è finito su di te, mio Mieluson. Sei scivolato giù a terra, davanti ai miei occhi. Sei ancora vivo, ma ti sei spezzato due gambe. Mieluson ti ho ferito e ora sei zoppo. Perdonami Mieluson. Ti prego, dimmi che non sanguini. Dimmi che resterai sempre bianco. Ti voglio bene Mieluson. Ti prego guarisci. Ti attaccherò il mio cuore al posto delle tue gambe.    

RDF



RDF, Magnificat anima mea



https://www.youtube.com/watch?v=ITexDNTZpQY

(La parte del violoncello da battuta 105 a 121: magnificat anima mea)




martedì 10 gennaio 2017

RDF, Tristezza di neve nelle notti bianche



Come una ciglia che vuole cadere
nel mio occhio
come uno straccio
che vuole rattoppare
i buchi del mio cuore
steso a terra 
come una pietra
come un errore di stampa
venuto a scalfire le mie finestre
come tante virgole assenti
in un poema 
fatto di silenzio
ah forse tu non vieni
da me come la farina
che dà nuovi guanti
alle mie mani 
o come 
un anello 
di cemento
o un pugno di calce
inchiodato
ai miei piedi
tu cadi
come polvere
per poterti annidare
come la neve
per farmi scivolare
come cenere
per poterci 
nelle notti bianche 
sotterrare

RDF




lunedì 9 gennaio 2017

A. KONTCHALOVSKI, Le notti bianche del postino



Dove può essere questa musica? Nell'aria? O sulla terra? Non la sento più. 

W. Shakespeare, La tempesta