domenica 14 agosto 2016

RDF, Pianto di Miele




Come se avessi 
il tuo gomitolo di sangue
fra le mani 
come se posassi
il mio petto sul tuo cuore
- la mia isola
di muschio marino

ma il tuo solo profumo 
toglie il soffio 
come un'ape mentre punge 
- dimmi 
farai di nuovo 
il miele?

dolce mia cipolla
hai finito di spogliarti
- ecco perché piango

RDF




J. DONNE, Il sogno dell'Angelo, l'Angelo del Sogno




Per nessun altro, amore, avrei spezzato
questo beato sogno.
Buon tema per la ragione,
troppo forte per la fantasia.
Sei stata saggia a svegliarmi. E tuttavia
tu non spezzi il mio sogno, lo prolunghi.
Tu così vera che pensarti basta
per fare veri i sogni e storia le favole.
Entra tra queste braccia. Se ti sembrò
più giusto per me non sognare tutto il sogno,
ora viviamo il resto.

Come un lampo o un bagliore di candela
i tuoi occhi, non già il rumore, mi destarono.
Così (poichè tu ami il vero)
io ti credetti sulle prime un angelo.
Ma quando vidi che mi vedevi in cuore,
che conoscevi i miei pensieri meglio di un angelo,
quando interpretasti il sogno, sapendo
che la troppa gioia mi avrebbe destato
e venisti, devo confessare
che sarebbe stato sacrilegio crederti altro da te.

Il venire, il restare ti rivelò: tu sola.
Ma ora che ti allontani
dubito che tu non sia più tu.
Debole quell’amore di cui più forte è la paura,
e non è tutto spirito limpido e valoroso
se è misto di timore, di pudore, di onore.
Forse, come le torce
sono prima accese e poi spente, così tu fai con me.

Venisti per accendermi, vai per venire. E io
sognerò nuovamente
quella speranza, ma per non morire.


J. Donne




J. GRENIER, Incommensurabilità


Anche se esistono delle equivalenze, queste non costituiscono mai delle identità.


J. Grenier, trad.it. di RDF.



SAMUELE, "No, mio signore, io sono una donna affranta" [...] "E il suo volto non fu più come prima"



http://www.dailymotion.com/video/xjq9v_zucchero-madre-dolcissima_news

http://www.dailymotion.com/video/x49m9ca_zucchero-la-tortura-della-luna_music
Mentre essa prolungava la preghiera davanti al Signore, Eli stava osservando la sua bocca. Anna pregava in cuor suo e si muovevano soltanto le labbra, ma la voce non si udiva; perciò Eli la ritenne ubriaca. Le disse Eli: «Fino a quando rimarrai ubriaca? Lìberati dal vino che hai bevuto!». Anna rispose: «No, mio signore, io sono una donna affranta e non ho bevuto né vino né altra bevanda inebriante, ma sto solo sfogandomi davanti al Signore. Non considerare la tua serva una donna iniqua, poiché finora mi ha fatto parlare l'eccesso del mio dolore e della mia amarezza». Allora Eli le rispose: «Và in pace e il Dio d'Israele ascolti la domanda che gli hai fatto». Essa replicò: «Possa la tua serva trovare grazia ai tuoi occhi». Poi la donna se ne andò per la sua via e il suo volto non fu più come prima. 

Samuele